Boris Johnson tiene la linea dura sulla Brexit

30 lug 2019

Non importa come, il 31 ottobre il Regno Unito lascerà l'Unione Europea. Boris Johnson parla chiaro al telefono con il Primo Ministro irlandese, ribadisce di non voler accettare l'accordo stretto da Theresa May per l'uscita dall'Unione e assicura di non voler mettere una barriera fisica fra l'Irlanda e l'Irlanda del Nord. E' proprio questo il vero spettro che incombe sulla Brexit: il ritorno di un confine che l'Unione aveva di fatto abolito, portando la pace e mettendo fine a uno dei più sanguinosi conflitti che l'Europa ha conosciuto nell'ultimo secolo. Boris Johnson tende la mano all'Europa, ma si prepara alla linea dura: “Possiamo ottenere un nuovo accordo, stiamo puntando a un nuovo accordo, ma è responsabilità di qualsiasi Governo prepararsi per un “no-deal” se proprio lo dobbiamo fare”. Regno Unito e Europa si guardano da lontano, ognuno fermo sulle proprie posizioni. Johnson ha fatto sapere di non avere alcuna intenzione di incontrare i Capi di Stato europei, se non quelli disposti a concedere al Regno Unito la possibilità di negoziare un accordo per l'uscita dall'Unione, e così per lui non sono previsti viaggi a Bruxelles. Ha iniziato un vero e proprio “Brexit tour” volto a propagandare l'uscita dall'Unione in tutto il Regno Unito. Ha visitato il Galles, dove molti agricoltori temono che un'uscita senza accordo possa minacciare la loro sopravvivenza bloccando il loro accesso ai mercati europei e rimuovendo completamente i sussidi. Ha poi visitato la Scozia, dove, secondo i sondaggi, Johnson è il leader meno popolare in assoluto. Intanto ha formato quello che è stato chiamato “Gabinetto di guerra per la Brexit”, sei Ministri, uomini fidatissimi che guideranno l'uscita dall'Unione. Le prossime mosse? Preparare una vasta campagna di informazione per la popolazione, stanziare significativi fondi aggiuntivi per l'uscita senza accordo e soprattutto assumere 500 agenti doganali e introdurre infrastrutture nei porti per ridurre al minimo i tempi per i controlli delle merci perché proprio il commercio sarà il primo scoglio da affrontare per i britannici. Se da un lato Trump tende loro la mano offrendosi di negoziare un nuovo accordo di scambio, l'uscita dall'Unione toglierà i vantaggi della libera circolazione di uomini e merci in Europa. E intanto la sterlina è crollata ai minimi degli ultimi due anni.

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