Brasile, autorizzata incriminazione Bolsonaro

27 ott 2021

La Commissione d'inchiesta del Senato che in Brasile ha indagato sulla gestione della pandemia da parte del Governo, ha approvato il rapporto finale. Un atto d'accusa contro il Presidente, Jair Bolsonaro, per nove reati, tra cui "crimini contro l'umanità". La relazione, frutto di sei mesi di indagine e di decine di udienze, è stata approvato a maggioranza con 7 voti a favore sugli 11 disponibili, ed è molto dura. Il Governo è accusato di aver deliberatamente deciso di non prendere le misure necessarie contro il Coronavirus confidando nel raggiungimento dell' immunità di gregge, di aver ritardato l'acquisizione dei vaccini, avendo preferito promuovere cure inefficaci come l'idrossiclorochina, con "tragiche conseguenze" per la popolazione e infine, si legge, di non aver rifornito di ossigeno le popolazioni amazzoniche, decimate dal Virus. Oltre che per il Presidente si raccomanda l'incriminazione di altre 77 persone, tra cui diversi Ministri, ex Ministri, i tre figli maggiori di Bolsonaro, ma anche aziende. La relazione non ha tuttavia efficacia immediata, verrà infatti adesso trasmessa alla giustizia ordinaria, alla Procura competente diretta da un fedelissimo del Presidente, poi alla Corte Suprema e alla Corte Penale Internazionale dell'Aja, che dovrà valutare se avviare le relative procedure. Intanto Bolsonaro, la cui popolarità secondo i sondaggi è in netto calo, continua a negare ogni accusa e a rivendicare di aver fatto la cosa giusta fin dall'inizio, nonostante i 606 mila brasiliani morti di Covid.

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