Brasile, presto scarcerazione per ex presidente lula

08 nov 2019

Gleisi Hoffmann leader del Partito dei lavoratori brasiliano, a gran voce chiede l'immediata scarcerazione dell'ex Presidente Inácio Lula da Silva, il Presidente operaio. I legali hanno già presentato ricorso dopo la decisione della Suprema Corte del Brasile di abrogare la norma introdotta con l'avvio della grande inchiesta “Mani pulite brasiliana” che prevede di far scattare il carcere per gli imputati già alla sentenza di primo grado. La Hoffmann baluardo del Partito dei lavoratori, falciato dagli scandali, in questi anni, si è battuta contro l'impeachment che ha costretto la Presidente Dilmar Rousseff erede di Lula, alle dimissioni, contro le storture delle inchieste, a suo dire, indirizzate politicamente che hanno portato in carcere Lula quando era già in corsa per la presidenza, vinta poi dall'attuale Presidente Bolsonaro. La condanna a 8 anni e 10 mesi è arrivata nel 2018 con l'accusa di corruzione e tangenti ricevute in cambio di contratti governativi per la realizzazione di infrastrutture, anche per i mondiali di calcio. Lula si è sempre dichiarato innocente. La norma che introduce il carcere già alla fine del giudizio di primo grado ha notevolmente avvantaggiato le indagini e le testimonianze raccolte nell'inchiesta “Mani pulite brasiliana”, favorendo molti patteggiamenti in cambio di testimonianze. Sergio Moro, il Giudice che ha gestito la maggior parte dei processi di “Mani pulite brasiliana”, ora Ministro della Giustizia del Governo Bolsonaro, avverte: “l'abrogazione del carcere già dal primo grado potrebbe rallentare la lotta contro la corruzione”.

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