Brexit, Johnson cerca i voti per il sì di Westminster

18 ott 2019

Ottenuto il via libera di Bruxelles, ora è il momento delle grandi manovre all'ombra di Westminster. La recente storia politica lo ha insegnato: per un premier britannico chiudere un accordo con 27 Capi di Stato e di Governo europei è decisamente più semplice che non ottenere il sostegno all'accordo della litigiosa spaccata, ma agguerrita Camera dei comuni. E per Boris Johnson questa realtà è ancora più vera. Privo di una maggioranza di lavoro, il suo esecutivo può contare su 259 deputati che certamente sosterranno il compromesso, ma il numero magico è 320. La strada è lunga e in salita, ma non impossibile. Se non può contare sui 10 voti degli unionisti irlandesi, Boris guarda tutti a gli eletti in zone Brexit del Paese per fare la storia ed entrare nella storia. Ci sono gli spartani, ovvero i falchi conservatori, ci sono alcuni laburisti, ci sono gli ex conservatori e gli indipendenti. Dominic Raab si mostra fiducioso ed è vero, ce la potrebbe fare il primo ministro, ma non può permettersi alcun errore. “Too close to call” è il riassunto, almeno per adesso. Impossibile prevedere il risultato. Alcuni, come 15 Labor, sono già a bordo. Altri, come i “duri e puri”, scioglieranno la riserva solo sabato mattina. Tutti vengono contattati, uno alla volta. Se la Brexit fosse una partita di poker, Johnson avrebbe deciso per l'all in. Si gioca tutto. Il messaggio al Parlamento sarà: “O votate il mio accordo o usciremo senza accordo”. Ma il rischio, e i Brexiteers lo sanno bene, è proprio l'opposto: o accettano questo accordo o si consegnano a un nuovo, lungo, rinvio nella Brexit e chissà cosa potrà succedere a quel punto, mentre si fa sempre più concreta l'ipotesi di un voto per un secondo referendum, sia pur confermativo, la prossima settimana. Sarà davvero un super Saturday, un super sabato, come è stato soprannominato, e anche gli occhi di Bruxelles saranno puntati su Westminster. La speranza è quella di ricevere luce verde, ma tutto è pronto, se necessario, per reagire velocemente a una possibile bocciatura.

pubblicità
pubblicità