Brexit, Sturgeon: "Nei prossimi anni Uk sarà diverso"

11 feb 2020

Da un referendum ne potrebbero scaturire altri due, o meglio tre, perché l'isola irlandese vale doppio e del Regno Unito a quel punto rimarrebbe ben poco. Il condizionale è d'obbligo, ma lo tsunami della Brexit continua a far sentire i suoi effetti con conseguenze potenzialmente autodistruttive, ampliate dalla Brexit di Boris Johnson, più hard delle premesse. Paradossalmente aiuta la causa delle indipendenze. Lo racconta l'Irlanda dove lo Sinn Fein, che vince giocando dossier di politica interna, lo fa anche chiedendo un referendum sulla riunificazione entro 5 anni. Primo partito nel voto popolare e secondo nella Camera bassa di Dublino con un solo seggio di differenza dal Fianna Fail, con Fine Gael del premier uscente che crolla, nessuno sa dire da chi sarà composto il Governo e quanto le istanze di riunificazione saranno centrali. Lo scandisce poi la Scozia, che con la sua First Minister conferma di volere una nuova consultazione sull'indipendenza e non ha molti dubbi sul futuro. Credo che la Scozia diventerà indipendente nei prossimi anni e chiaramente il Regno Unito non sarà più lo stesso. Non posso parlare per l'Irlanda, ma credo che non si possa arrivare a una conclusione diversa dal dire che oggi c'è sul tavolo una maggiore prospettiva verso la riunificazione irlandese nel corso dei prossimi anni. Nicola Sturgeon incontra a Londra la stampa estera di rientro da Bruxelles, fedele alla sua strategia. Stringere il cerchio intorno a Boris Johnson, costringerlo a dire di sì a un nuovo voto, creando un sostegno popolare. Gli ultimi due sondaggi sembrano darle ragione. Per la prima volta gli indipendentisti sono maggioranza. Sono assolutamente certa che alla fine la Scozia avrà il diritto di scegliere. La mia preferenza sarebbe entro la fine dell'anno e stiamo facendo tutti i passi necessari. Ma la cosa importante è che sia un processo costituzionale, legittimo e legale. L'obiettivo, insomma, è certo, la strada in salita, ma potrebbe esserci una scorciatoia, passando per i tribunali, per verificare se il referendum possa essere convocato in autonomia senza il via libera di Westminster. Non è la mia prima scelta, dice la Sturgeon, ma non lo esclude, come esclude invece qualsiasi via di catalana memoria, rivendicando lei la neutralità di Bruxelles degli Stati membri, ma sottolineando ora l'accoglienza per noi è molto più calorosa. Un rapporto che è andato migliorando. Più complesso invece quello con il Primo Ministro. La strada è ancora lunga per entrare.

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