Brexit, UE: Londra si muova, no accordo a ogni costo

16 ott 2020

Il vero colpo di scena arriva poco dopo l'inizio del vertice con Ursula von der Leyen, che se ne va e si mette in auto isolamento dopo la positività rilevata a un membro del suo staff. Scelta precauzionale, visto che comunque la Presidente della Commissione sta bene ed è stata testata come negativa. Per il resto, il Consiglio europeo d'autunno, che doveva mettere fine alla telenovela Brexit, è diventato il summit dell'ultimatum. I 27, compatti, mandano un messaggio Johnson: entro due settimane, Londra faccia un passo avanti, oppure niente accordo. Restano distanze su pesca, aiuti di Stato, risoluzione delle controversie, ancora due settimane di tempo per tentare di chiudere, ma nel frattempo ci si prepara al “no deal”. Un accordo è quello che vogliamo, sicuramente un accordo, lavoreremo per questo obiettivo sino all'ultimo istante, ma non possiamo, certo, rinunciare a lavorare per un accordo che sia equo ed equilibrato, quindi, non un accordo a tutti i costi. Intanto si cerca di sbloccare la matassa del Recovery Fund, l'Europarlamento chiede più soldi per il bilancio comune e il Presidente Sassoli rigetta la palla nel campo dei 27: “Spetta a voi – dice – sbloccare il negoziato”. Ma Governi stessi sono spaccati sulla condizionalità che lega l'erogazione dei fondi al rispetto dello stato di diritto, troppo stretta per Ungheria e Polonia, troppo blanda per frugali. La Germania tenta di mediare con un compromesso appoggiato anche da Conte. Al via, intanto, il primo confronto informale tra Governo e Commissione sul piano italiano per la ripresa, in attesa di presentare, entro la fine dell'anno, un programma dettagliato di riforme e investimenti.

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