Brexit, Ue rinvia decisione sulla proroga: prima chiarimenti

25 ott 2019

L'Europa decide di prendere tempo e quella che sulla carta sarebbe stata l'ennesima giornata cruciale per la Brexit si risolve nell'ennesimo rinvio. Un rinvio sul rinvio per la precisione, perché i 27 ambasciatori avrebbero dovuto decidere sull'estensione della data di uscita del Regno Unito, ma hanno preferito passare la palla a Londra per capire se davvero dall'altra parte della Manica si andrà a elezioni anticipate a dicembre. Tutti d'accordo, a quanto pare, sulla concessione della proroga in sé, così come tutti sembrano d'accordo a concedere l'estensione con la cosiddetta procedura scritta, senza cioè passare per l'ennesimo summit straordinario dei Capi di Stato e di Governo, segno anche questo che i 27 sono piuttosto stufi di questa telenovela. Ma la richiesta di Boris Johnson di sciogliere Westminster ha riacceso i dubbi dei francesi, che dall'inizio di questa partita recitano la parte del poliziotto cattivo. Fonti dell'Eliseo sono dunque tornate a ripetere che, prima di concedere una proroga, bisogna avere chiarezza dal Regno Unito e dunque prima di decidere se il rinvio sarà di tre mesi, come da richiesta britannica oppure più lungo, più breve o addirittura flessibile, bisognerà attendere il voto di Londra sulla richiesta di Boris Johnson di andare a elezioni. Voto che si terrà lunedì e che appare niente affatto scontato, visto che serve una maggioranza di due terzi che senza i laburisti non c'è. Il Premier ha esortato Jeremy Corbyn a votare a favore usando parole di sfida, "Fatti coraggio e sii uomo", ma il leader dell'opposizione, che deve fare i conti anche con una fetta dei suoi deputati coscienti che non saranno rieletti, continua a ripetere di essere pronto ad appoggiare la richiesta solo se prima sarà esclusa l'uscita senza accordo. Lo scaricabarile, dunque, continua e l'unica certezza finora è che non ci sarà quella Brexit al 31 ottobre, da sempre promessa da Johnson come questione di vita o di morte.

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