Brexit, in Uk manca il carburante

24 set 2021

Ci prova il Governo di Boris Johnson a dire che è all'origine di tutti i mali c'è la pandemia, che se alcuni scaffali nei supermercati restano vuoti e ora anche fare rifornimento alla pompa di benzina diventa complicato è perché i contagi e il tracciamento riducono il personale addetto alla logistica e ancora di più la disponibilità di autotrasportatori. In realtà è più probabile che i responsabili dell'accordo sulla Brexit su un mezzo pesante non ci siano mai saliti, né si siano intrattenuti in conversazioni con i camionisti, altrimenti si sarebbero accorti che molti di coloro che attraversano l'isola non hanno l'inglese come prima lingua, ma il polacco, il bulgaro, il rumeno e che per loro circolare in questa Global Britain risulta sempre più complicato. Stando a quanto riferisce il Financial Times tra i 50 e i 100 distributori di benzina e diesel della BP, su un totale di 1200, sarebbero rimasti a secco di carburante proprio perché mancherebbe il personale per trasportarlo. E non è difficile capire che si rischia un brutto effetto a catena su altri settori. La mancanza di conducenti di mezzi pesanti è andata aggravandosi dall'inizio dell'anno, quando molti europei hanno lasciato il Regno Unito e ora, stando al quotidiano economico di Londra, all'appello ne mancherebbero 90 mila. Con il Natale che si avvicina a passi veloci è facile ipotizzare che, in mancanza di interventi, il problema non potrà che aggravarsi.

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