Caos Libia, 300 morti dall'inizio della guerra civile

29 apr 2019

La terza guerra civile in meno di dieci anni, un Paese nel caos. Più di 40.000 sfollati, ma soprattutto la strage, che al momento non vede la fine, di donne e bambini. Dallo scorso 4 Aprile sono già 300 le vittime del conflitto in Libia. Un vero e proprio caos geopolitico che preoccupa tutta la Comunità internazionale. Allo stato attuale, però, una soluzione stabile non è ancora stata trovata. E le ultime notizie che arrivano dal Paese sono tutt'altro che rassicuranti. Poco prima della mezzanotte di sabato le forze di Khalifa Haftar hanno, infatti, bombardato dal cielo un sobborgo di Tripoli, a circa nove Km a sud-ovest dal cuore della Capitale, causando la morte di almeno 11 persone e ferendone almeno 30. Bilancio che, però, potrebbe aggravarsi. Tripoli ha accusato Haftar di aver usato aerei stranieri, mentre Al Sarraj ha chiesto alla Procura militare l'arresto del Maresciallo e di altre 63 persone coinvolte nell'offensiva contro la Capitale e il Governo riconosciuto dall'ONU. In questo quadro in cui i combattimenti non accennano a fermarsi anche la compagnia petrolifera nazionale ha lanciato l'allarme e chiesto l'immediata cessazione delle ostilità che mettono a rischio le attività, la produzione e l'economia nazionale. Intanto, però, il numero dei morti continua a salire, come del resto quello degli sfollati. Anche Papa Francesco ha fatto appello alla Comunità internazionale affinché i profughi più deboli vengano evacuati attraverso i corridoi umanitari e soprattutto si trovi presto una soluzione concreta al conflitto libico, di cui, però, ancora non si vede la fine.

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