Caos Libia, fallita tregua, scontri a Sirte

10 gen 2020

Caos senza fine in Libia. Sfumata la possibilità di una tregua promossa da Turchia e Russia, accettata prima da Tripoli, ma rifiutata poi dal generale di Bengasi Haftar, oggi si contano le prime vittime turche nel Paese. Secondo il quotidiano Al-Arab, tre soldati di Ankara hanno perso la vita e altri sei sono rimasti feriti. I corpi sono stati portati all'aeroporto di Misurata per essere rimpatriati. Militari turchi sono dispiegati in Libia, a sostegno del governo riconosciuto dalla comunità internazionale di Al Serraj, contro il quale ad aprile il generale Haftar ha scatenato un'offensiva. Finora sarebbero arrivati soprattutto consiglieri militari e tecnici che gestiscono sistemi antiaerei e droni armati, affiancati dai miliziani turkmeni del nord-est della Siria, già impiegati contro l'esercito governativo siriano. Ieri ancora una volta Haftar, l'uomo forte della Cirenaica, ha gelato tutti. Dopo il sì di Tripoli alla proposta di un cessate il fuoco avanzata da Turchia e Russia, il generale ha respinto la richiesta di uno dei suoi più forti sostenitori, Putin, che con Erdogan aveva sorpassato tutti sul fronte diplomatico, lanciando l'appello alla tregua a partire da domenica. Secondo scarse e contraddittorie informazioni difficili da verificare, l'offensiva contro Tripoli si concentra tra Sirte e Misurata intorno alla capitale libica. Giorni fa l'aeroporto di Mitiga, l'unico funzionante a Tripoli, sarebbe stato preso di mira da nuovi raid, forse degli Emirati Arabi, altri alleati di Haftar. Ma accanto alle armi si gioca anche una guerra di propaganda, come l'annuncio di ieri, seguito da una smentita, di un attacco all'accademia militare di Misurata.

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