Caso Epstein, prosegue processo in sede civile

14 ago 2019

Jennifer Araoz va avanti nella battaglia per la giustizia. La trentaduenne, che ha accusato Jeffrey Epstein di averla violentata a 14 anni, ricorre in sede civile. La Araoz ha raccontato di essere stata adescata da un dipendente di Epstein davanti al liceo frequentato all'epoca. La sua testimonianza è stata depositata per una rivalsa in sede civile sul patrimonio del miliardario, il sessantaseienne suicida in carcere con l'accusa di abuso e violenza sessuale su minori e sfruttamento della prostituzione minorile. Nell'esposto accuse anche ad altri quattro per aver agevolato e assecondato il traffico di abusi su minori del miliardario e della sua cerchia di potenti amici. Sono il segretario, la cameriera e l'organizzatrice, oltre l'ex fidanzata di Epstein, Ghislaine Maxwell, figlia del magnate dell'editoria britannico, diventata sodale di incontri sessuali con giovanissime e anello di congiunzione e riferimento con il jet set nel Regno Unito. In principio 300 dollari per poche ore di chiacchiere e compagnia - racconta la Araoz - quando aveva 14 anni, appena orfana di padre. Poi lo stupro dopo qualche mese, perpetrato per anni. Abusi consumati nelle tante ville del magnate, con e senza i tanti amici illustri e potenti. Raid dell'Fbi alle Virgin Island dove Epstein possedeva un isolotto e dove si sarebbero consumati i festini a sfondo sessuale con le minorenni. Gli agenti hanno setacciato i locali e raccolto agende e documenti. Nel libro nero di Epstein più di 300 nomi illustri che hanno goduto della compagnia e con i quali ha condiviso feste, droga, segreti e abitudini sessuali. L'inchiesta delle verità ingombranti preannuncia scandali internazionali. Intanto sono stati sospesi i due agenti carcerari che avrebbero dovuto controllarlo in cella ogni 30 minuti. La notte del presunto suicidio di Epstein si sarebbero addormentati e avrebbero falsificato i rapporti senza vigilare sul detenuto, che solo pochi giorni prima aveva già provato a farsi del male. Trasferito anche il direttore del carcere. Mentre Trump, un tempo caro amico di Epstein, rilancia ancora una volta le teorie complottiste che vorrebbero i Clinton, amici e abituali frequentatori di Epstein, coinvolti nella morte in carcere del finanziere.

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