Di scandali e polemiche la BBC ne ha dovuti affrontare diversi negli ultimi decenni; non era però ancora mai capitato che uno dopo l'altro i principali commentatori del calcio si rifiutassero di andare in onda in un sabato di Premier League. Tutto ha inizio da un tweet, quello di Gary Lineker, un tempo uno dei più forti giocatori inglesi, oggi il più pagato e amato commentatore sportivo della BBC. Nel giorno in cui la ministra dell'interno Priti Sushil Patel aveva illustrato la nuova legge anti immigrazione martedì scorso, che di fatto, nega a vita la possibilità di asilo a chiunque arrivi nel paese clandestinamente, Lineker aveva paragonato il linguaggio utilizzato dalla ministra a quello della Germania nazista degli anni '30. Apriti cielo: il partito conservatore era insorto. Davanti al rifiuto dell'ex giocatore di scusarsi, l'ex capitano della Nazionale è molto sensibile e attivo sul tema immigrazione, la BBC che fa dell'imparzialità la sua proverbiale ragione d'essere, l'ha tolto momentaneamente dalla conduzione di Match of the Day, nonostante Lineker sia un freelance e non sia un giornalista. La toppa è stata peggio del buco. Nel giro di qualche ora, hanno annunciato che non avrebbero preso parte alle varie trasmissioni molti altri commentatori e conduttori, provocando uno stravolgimento nella programmazione della British Broadcasting Corporation. Da questa storia, che con lo sport non c'entra, ma con concetti chiave come libertà di espressione, imparzialità e anche solidarietà, si e molto, come se ne esce? La soluzione non è facile da trovare. Intanto, le opposizioni in Parlamento cavalcano la situazione e ricordano che l'attuale presidente della televisione pubblica Richard Sharp ricopre questo ruolo dopo aver agevolato un mutuo di 800mila Sterline all'ex premier Boris Johnson. E anche i sindacati sono ora sul piede di guerra.























