Chiesa: assoluzioni anche senza prete

20 mar 2020

C'è una nuova speciale indulgenza plenaria che la storia della Chiesa ricorderà come: l'indulgenza del coronavirus. In questi tempi in cui diventa difficile confessarsi il Vaticano dirama un decreto che amplia enormemente le condizioni per ottenere sia l'assoluzione dei peccati che quella che un tempo si chiamava l'estrema unzione. Un segno della Chiesa della misericordia, predicata da Papa Francesco. “Nell'attuale situazione di pandemia”, scrive la Penitenzieria apostolica “si concedono speciale indulgenza ai fedeli affetti da coronavirus e anche gli operatori sanitari e familiari e a tutti coloro che in qualsiasi parte del mondo con la preghiera si prendono cura di loro”. Per ottenerla basta anche solo recitare Credo, Padre Nostro e invocare la Madonna, impegnandosi a confessarsi più avanti, quando questo sarà possibile. È consentita anche l'assoluzione Collettiva, senza confessione individuale e qualsiasi malato che non riesca ad ottenere l'unzione degli infermi, priva aveva il nome di estrema unzione, ottiene l'indulgenza plenaria in punto di morte, purché sia debitamente disposto e che abbia recitato abitualmente durante la vita, qualche preghiera. Intanto arriva la notizia che anche nei conventi e monasteri, dove la vita collettiva è molto stretta, è arrivato il contagio e Papa Francesco nella messa mattutina, ha pregato per le autorità civili, per medici e infermieri. I medici, personale ospedaliero, volontari della salute, le autorità, in questo momento sono colonne che ci aiutano ad andare avanti.

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