Ciad, paese schiacciato da desertificazione del lago

31 mag 2019

Nel bacino del lago Ciad è in corso una crisi umanitaria che ha già causato oltre 2 milioni di profughi. 500.000 bambini sono vittime di malnutrizione acuta e 5 milioni di persone soffrono la fame. Siamo arrivati qua perché i terroristi di Boko Haram sono sbarcati sulla nostra isola, ma il problema oggi non è solo la guerra ma anche il prosciugamento del lago. Prima c'era acqua, pescavamo e vivevamo tranquillamente. Oggi invece c'è solo sabbia. Oltre a dover affrontare la fame, e l'avanzata del deserto, la popolazione vive con la costante paura degli attentati di Boko Haram e nei villaggi militari cittadini organizzano ogni giorno posti di blocco e controllano tutte le merci che vengono trasportate. Nel bacino del lago Ciad sta nascendo il califfato africano e occorre addentrarsi in questa terra se si vuole conoscere il vero volto del terrorismo, fatto di vittime e di carnefici. Sono stata costretta a sposare un uomo quando avevo 15 anni e quest'uomo un giorno, senza dirmi nulla, mi ha portata su un'isola perché voleva che divenissimo entrambi dei terroristi di Boko Haram. Per un anno ho vissuto isolata insieme ad altre donne, poi mio marito mi ha informata di avermi proposta come kamikaze. I capi mi hanno convocata e mi hanno detto che mi sarei dovuta far esplodere. Non avevo scelta. I terroristi mi hanno rapito quando avevo vent'anni e per cinque anni sono stato dentro l'organizzazione. Mi hanno portato sull'isola dove c'era un campo d'addestramento e lì mi hanno insegnato a sparare con il kalashnikov. Poi mi hanno mandato in battaglia a uccidere la gente. Se non lo fai loro lo fanno a te.

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