Ciclone Amphan, morte e distruzione tra India e Bangladesh

22 mag 2020

Per gli esperti si tratta del più potente ciclone degli ultimi 100 anni nel Golfo del Bengala. Amphan, ribattezzato il super ciclone, ha duramente colpito il confine tra India e Bangladesh. Decine di morti, centinaia di feriti, migliaia di sfollati. Sono le immagini che arrivano dalle zone più colpite a descrivere la carica distruttiva. Piogge torrenziali, venti fino a 200 chilometri orari, abitazioni distrutte, alberi sradicati, interi villaggi senza corrente, linee telefoniche in tilt. Sulla costa il ciclone sta provocando onde che superano i 5 metri d'altezza. Calcutta, la megalopoli di 14 milioni di abitanti, capitale del West Bengala, è in ginocchio. Secondo i dati dell'ufficio dell'ONU, in Bangladesh sono state colpite dal ciclone 10 milioni di persone e almeno 500 mila hanno perso la casa. A preoccupare è anche la mancanza di acqua potabile che potrebbe scatenare epidemie e per le squadre di soccorso è impossibile raggiungere le aree più colpite, isolate dalle strade sommerse e rese impraticabili. Se il numero dei morti è per ora relativamente basso rispetto alla portata del ciclone, sale l'allarme per la diffusione del coronavirus. Quasi 3 milioni di persone sono state evacuate in rifugi o in aree fuori dalla traiettoria del ciclone, quasi due milioni e mezzo in Bangladesh, 650 mila in India. Rifugi dove è praticamente impossibile rispettare il distanziamento sociale.

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