Cina e Germania temono nuova ondata

21 giu 2020

La samba nella favela di Turano a Rio de Janeiro è per sollevare il morale nella disperazione della pandemia. Note allegre per chi soffre negli ospedali e nella miseria che dilaga. Il Brasile è il Paese più colpito del continente sudamericano, dove i contagi del coronavirus sono oltre due milioni, le vittime più di 90 mila. Il covid si sta diffondendo rapidamente in Messico, le morti sono ventimila. Il Perù è ora è il sesto Paese al mondo per contagi. In un ospedale di Lima si sono organizzati per la festa del papà, promettendo un veloce ritorno a casa, ai tanti padri di famiglia ricoverati. I più colpiti restano gli Stati Uniti. Sei persone che lavorano al comizio di Trump a Tulsa sono risultate positive, ma è in Cina che si teme una nuova ondata. Il focolaio nel mercato all'ingrosso più grande di Pechino, dove le autorità sanitarie comunicano di aver eseguito 2,29 milioni di test dell'acido nucleico dal 9 giugno. Effettuati i tamponi su corrieri e rider per ridurre il rischio di infezione durante le consegna del cibo a domicilio. "Per chi non è stato a contatto con il mercato Xinfadi", rassicurano, "il rischio però è basso". Sono 200 i nuovi casi confermati in Cina, tra cui un bambino di un anno. L'industria della carne inquieta la Germania, oltre 1000 lavoratori sono risultati positivi in Renania Settentrionale e Westfalia, il Presidente della regione non ha escluso un ritorno al lockdown se l'infezione dovesse espandersi. L'indice del contagio è salito, un quartiere di Berlino è stato isolato nei giorni scorsi. Cresce così il timore di una seconda ondata. Mentre in Inghilterra pub e ristoranti sono vicini alla riapertura, le autorità riferiscono un aumento di 128 decessi nelle ultime 24 ore. "Il virus può tornare a scuoterci con una seconda ondata" è stato l'appello di Pedro Sánchez, alla vigilia della fine dell'allerta in Spagna. "L'Europa ha imparato la lezione" ha detto il Presidente del Governo spagnolo, mentre altrove si costruiscono ospedali a tempo record. In Iraq i contagi crescono rapidamente, 500 nuovi posti in terapia intensiva sono disponibili a Bagdad.

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