Cina e Russia contro Usa e Ue: clima da nuova guerra fredda

23 mar 2021

Lavoreremo con la Russia quando è nel nostro interesse, ma saremo sempre fermi contro qualsiasi aggressione o minaccia della Russia alla nostra alleanza. Parole pronunciate alla nato dal segretario di Stato statunitense che potremo collocare ad esempio negli anni 60 nel piano della guerra fredda, ma in realtà sono parole di oggi di Antony Blinken che a Bruxelles, partecipando al suo primo vertice dell'alleanza, ha chiarito per l'ennesima volta negli ultimi giorni i confini degli equilibri geopolitici della nuova amministrazione americana, equilibri che guardano all'Europa come principale alleato e che riconoscono in Mosca e Pechino i due più importanti antagonisti, dalle azioni e dalle dichiarazioni su entrambi i fronti degli ultimi giorni sembra d'altronde che si stia tornando ad una logica di blocchi contrapposti, da una parte Washington, Bruxelles, Londra e Ottawa che ieri hanno sanzionato all'unisono proprio la Russia e Cina per alcune violazioni di diritti umani e che oggi alla Nato hanno ribadito la loro unità, la loro fermezza contro le minacce della Russia, la sicurezza euro atlantica. Dall'altra Mosca e Pechino che stanno, non a caso, rafforzando la loro relazione, infiammando i toni, da Pechino il ministro degli esteri russo Sergei Lavrov, insieme al suo omologo cinese non ha usato mezzi termini, condannando le sanzioni definite illegittime perché i diritti umani sono universali, non dovrebbero essere politicizzati e utilizzati per entrare negli affari interni di un paese, ma non solo, Russia e Cina chiedono una riunione d'emergenza del Consiglio di sicurezza delle nazioni unite proprio viste le particolari turbolenze geopolitiche, anche per trovare una base di dialogo necessario per affrontare le sfide globali comuni a partire dalla pandemia, ma questa mano tesa stride con le dichiarazioni di Lavrov, che parla di rapporti interrotti con l'Unione Europea, con l'atteggiamento di Pechino che schiera più di duecento pescherecci di fronte alle Filippine o convoca l'ambasciatore Ue in Cina esitando poi a mandare i suoi ambasciatori, contestualmente convocati a Berlino e Parigi. D'altronde la diplomazia è quel filo sottile dove vengono tenuti in equilibrio l'approccio del bastone e della carota, anche se la carota sembra scarseggiare nelle ultime settimane.

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