Virus Cina ha un nome, covid19

12 feb 2020

“Covid 19” è il nome dato alla malattia più pericolosa del terrorismo, ha detto l'Organizzazione mondiale della sanità, sintetizzando in una sigla le parole Coronavirus e Disease, malattia in inglese, e riunendovi le sintomatologia scatenate dal Coronavirus: polmoniti, infezioni del tratto respiratorio e inferiore, con complicazioni anche fatali. Ora il Comitato internazionale per la tassonomia dei virus ha ufficialmente dato un nome anche a questa mutazione di Coronavirus. Si chiama “SARS CoV 2.” Già nell'appellativo il chiaro rimando alla SARS. Sulla base delle caratteristiche strutturali del virus, il Comitato internazionale ha riconosciuto formalmente la sua fratellanza con la SARS, la grave sindrome respiratoria acuta da Coronavirus che nei primi anni 2000 ha fatto quasi 800 morti. L'Organizzazione mondiale della sanità, rilasciando al mondo il nome “Covid 19”, ha sottolineato l'assenza di riferimenti a persone, luoghi, animale o associazioni che possano ricondurre al Coronavirus. Nel battezzare la malattia, l'obiettivo è stato quello di evitare lo stigma su Wuhan o la Cina, un gesto preciso per contrastare discriminazioni e caccia alle streghe nei confronti dei cinesi. Egualmente si è proceduto a nominare il virus “SARS CoV 2.” Nel drammatico conteggio delle morti legate all'infezione virale, che ad oggi si attestano al 2% dei contagiati, a Wuhan, capitale del distretto dell'Hubei, città epicentro dell'epidemia, c'è un dato che apre a uno spiraglio di speranza. Per il secondo giorno consecutivo c'è un calo nei contagi. Forse è presto per dirlo, ma potrebbe essere un primo effetto concreto del cordone sanitario che dal 23 gennaio è scattato nei 13 distretti dell'Hubei. 60 milioni i cittadini in Cina sottoposti a quarantena, chiusi nelle loro abitazioni e sostenuti da squadre di supporto che controllano il loro stato di salute, distribuiscono viveri e generi di varie necessità in diversi punti raccolta in attesa che si metta a punto un vaccino che, secondo l'Organizzazione mondiale della sanità, non sarà pronto prima di 18 mesi e che si definisca un protocollo di cura. L'unica arma accertata è la quarantena, il blocco della trasmissione del virus, che ha comunque raggiunto 24 Paesi nel mondo, infettando oltre 400 persone. Isolamento e quarantena che stanno creando non poche tensioni tra i crocieristi della Diamond Princess. 3600 passeggeri ed equipaggio bloccati da giorni nel porto giapponesi di Yokohama. Dopo la conferma di quasi 200 casi a bordo dovranno restare in quarantena fino al 19 febbraio.

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