L’esercito israeliano ha ucciso sei palestinesi nel corso di un’operazione militare nel campo profughi di Jenin, in Cisgiordania, il territorio che Israele occupa in parte dal 1967 e che i palestinesi rivendicano come proprio. La città di Jenin comunque è sotto l'amministrazione dell'Autorità palestinese. Secondo fonti militari israeliane, l'obiettivo del raid, che ha coinvolto esercito, polizia di frontiera e Shin Bet, i servizi interni israeliani, era Mohammad Wael Ghazzawi, di 26 anni, legato ad Hamas. Per l'intelligence israeliana è stato lui domenica 26 febbraio a uccidere due giovani coloni israeliani ad Hawara, città della Cisgiordania, a Sud di Jenin, sparando contro l'auto sulla quale viaggiavano. Da allora è in corso una vera e propria caccia all'uomo in tutta la regione. Dopo l'omicidio una folla inferocita di coloni, dall'insediamento dove vivevano i due fratelli, ha messo a ferro e fuoco il villaggio di Hawara, bruciando case e auto. Nell'operazione a Jenin, durante la quale si è scatenato un conflitto a fuoco, altri cinque palestinesi sono stati uccisi oltre all’attentatore. Feriti altri undici e due militari israeliani. Il Premier Netanyahu si è complimentato con le unità militari di Israele, ma non si è fatta aspettare la reazione indignata del del Presidente palestinese Abu Mazen, che ha attaccato duramente Israele: "le uccisioni quotidiane contro la nostra gente sono una guerra totale e la distruzione di ogni cosa. Il Governo israeliano si assume così la responsabilità di una pericolosa escalation che rischia di far esplodere la situazione e di vanificare tutti gli sforzi per la stabilità".























