Clima, a Bruxelles manifestazione sotto le istituzioni UE

20 set 2019

Lo scorso 25 luglio in Belgio la colonnina di mercurio ha raggiunto il 40,7 gradi, la temperatura più alta nella storia del Paese. Il cambiamento climatico anche qui si tocca con mano e si mescola a un colpevole uso smodato delle auto private, molto spesso benefit totalmente defiscalizzato che le aziende offrono ai propri dipendenti. Risultato? Una capitale tra le più inquinate d'Europa, nonostante l'efficiente rete di trasporto pubblico! La consapevolezza, se non altro, sta aumentando, lo dimostra la partecipazione sempre più massiccia ai venerdì di protesta, non più riservati solo a studenti delle superiori, ma partecipati da cittadini di tutte le età. Stavolta questo terzo sciopero del clima qui, a Bruxelles, arriva proprio nel cuore delle istituzioni comunitarie. Migliaia di persone che sfilano sotto i palazzi della Commissione europea e del Consiglio europeo per chiedere un deciso cambio di rotta delle politiche ambientali. “Chiedo alle istituzioni di adottare un piano senza perdere tempo. Nel Parlamento attuale ci può essere una maggioranza a favore. Il clima non aspetta!” “Ci vogliono tasse, tasse sulle emissioni di carbonio, tasse sul cherosene, sono la cosa più importante e poi bisogna creare delle città un po' più verdi e senza auto.” L'Unione Europea vuole ridurre entro il 2030 le emissioni di gas serra del 40% rispetto ai livelli del 1990. L'obiettivo sembra a portata di mano, tanto che ora si vuole alzare l'asticella e diventare un'unione a neutralità climatica entro il 2050. “Siamo all'avanguardia, ma dobbiamo puntare ancora più in alto” avverte il Presidente dell'Europarlamento Sassoli, infatti Ursula von Der Layen ha messo la lotta al cambiamento climatico in cima all'agenda della nuova Commissione europea, affidando al vicepresidente Timmermans il compito di mettere a punto un pacchetto di misure entro i primi 100 giorni.

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