Clima, in UK stop vendita auto benzina e diesel entro 2030

18 nov 2020

È la scommessa del futuro dimostrare che lottare contro i cambiamenti climatici, adottare politiche verdi, non significa colpire a morte il mercato del lavoro. E quel futuro nel Regno Unito è diventato presente: Boris Johnson ha puntato buona parte del suo traballante capitale politico. "Una rivoluzione industriale verde", così ha definito il suo nuovo piano in 10 punti da 12 miliardi di sterline. Obiettivo: zero emissioni nette entro il 2050 e 250.000 posti di lavoro. Strumenti principali: bando alla vendita di auto e furgoni a benzina e diesel entro il 2030 e non 2040 come fissato fino ad oggi; bando alla vendita delle auto ibride entro il 2035; investimenti a favore delle auto elettriche; rafforzamento di nucleare, eolico e idrogeno; progetti ecologici per il risanamento di siti naturalistici, aree verdi e per ristrutturazioni immobiliari a favore dell'efficienza energetica. Sul lungo periodo fare del Regno Unito un leader mondiale nella tecnologia no carbon e della city di Londra un centro globale di finanza verde. Il dossier più ampio quello della lotta ai cambiamenti climatici diventa così centrale per il rilancio del governo, nell'anno in cui Londra insieme a Roma presiede la coop 26, rimandata al prossimo novembre causa covid, e anche grazie all'entrante amministrazione Biden, uno dei pochi dossier pienamente condivisi. Dossier che in patria ha non pochi avversari, in primis l'associazione britannica degli industriali dei commercianti del settore automobilistico che hanno già fatto presenti le proprie obiezioni. Ma le voci che a Johnson sembra interessare maggiormente saranno quelle degli elettori del Red Wall, le zone ex industriali e storicamente laburiste dell'Inghilterra settentrionale, che un anno fa hanno creduto in lui, regalandogli una maggioranza parlamentare che non si vedeva da decenni. Convincere loro, assicurare loro un lavoro, chiudere il divario tra il nord e il sud del Paese e la sua sfida politica, mentre gli esperti commentano "è un grande passo avanti, ma questo piano non è ancora abbastanza per raggiungere i target necessari a fine decennio".

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