Climate crisis, scontro a distanza Greta-Trump a Davos

21 gen 2020

Il duello a distanza sul cambiamento climatico fra Greta Thunberg e Donald Trump continua. La giovane attivista svedese è diventata il volto della lotta per l'ambiente, da un lato. Il Presidente gli Stati Uniti è Capo della prima potenza economica, dall'altro. L'area della sfida è il Forum di Davos. E' qui, in Svizzera, che Greta lancia la nuova accusa ai leader politici del pianeta e ai big della finanza. “Ora le persone sono più consapevoli e sembra che ora il clima e l'ambiente sia un argomento molto importante, ma, ovviamente, se si vede da un'altra prospettiva, quasi nulla è stato fatto, dato che le emissioni di CO2 non sono state ridotte e, ovviamente, questo è quello che cerchiamo di raggiungere tra le altre cose.” La questione ambientale è arrivata dopo anni di scetticismo nelle stanze dei bottoni e quest'anno a Davos si parte proprio da qui, con l'allarme che i cambiamenti climatici in futuro possano innescare una crisi economica di vasta portata, ma Trump non sembra credere che il surriscaldamento globale costituisca una minaccia e invita gli altri Paesi a seguire quanto fatto dalla sua Amministrazione. “Raggiungeremo la sicurezza energetica. Con le compagnie americane che guidano la strada della ricerca siamo sulla soglia di arrivare a riserve illimitate di energia, incluse quelle pulite, quelle della prossima generazione, il potere nucleare, l'energia nucleare e, allo stesso tempo, sono orgoglioso di poter dire che gli Stati Uniti hanno l'acqua potabile più pulita.” Per il capo della Casa Bianca, che ha portato l'America fuori dagli accordi di Parigi sul clima, bisogna stare attenti ai profeti di sventura e così rilancia: “Gli Stati Unite si uniranno nell'iniziativa di piantare 3 trilioni di nuovi alberi. Non è il momento per il pessimismo. Questo è il momento dell'ottimismo! Dobbiamo respingere il pessimismo e le previsioni apocalittiche.” Nessun riferimento diretto a Greta, che Trump ha incrociato qualche mese fa, loro attirandosi lo sguardo indignato della ragazza scandinava e nessun riferimento nemmeno alla numero uno del fondo internazionale mondiale, Kristalina Georgieva, che sempre a Davos ha parlato della necessità di politiche economiche a emissioni zero per scongiurare il pericolo di ricadute finanziarie.

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