12 ore di negoziati, una maratona che dà l'idea di quanto distanti siano ancora le posizioni, mentre sul campo si continua inesorabilmente a morire. A Riyad la delegazione statunitense ha incontrato quella russa, a porte chiuse, il giorno dopo i colloqui con il team ucraino. Al centro delle trattative soprattutto l'applicazione della tregua limitata all'energia, accettata da entrambe le parti, per ora solo a parole. Oltre alla sicurezza della navigazione commerciale sul Mar Nero. Dopo l'abbandono dell'accordo per l'esportazione del grano ucraino. La Russia ora potrebbe essere interessata ad un intesesa che le consentirebbe di alleggerire le sanzioni. C'è stato anche dell'altro però, almenno secondo quanto riferito dal Presidente americano. Le rivendicazioni territoriali sono uno dei punti più controversi con la Russia che non vuole cedere. L'inviato di Trump Witkof che sembra pendere dalla parte di Mosca, e Kiev inflessibile sulla propria sovranità territoriale. Trump ostenta ottimismo. Solo con lui è possibile la pace, ribadisce il Segretario di Stato Rubio. Più caute le parti in causa, secondo Mosca parlarsi è già un risultato e finora pare sia l'unico. Sarà una maratona non uno sprint. Intanto Trump ribadisce che l'accordo per lo sfruttamento congiunto dei minerali strategici ucraini è prossimo. L'aveva detto anche la scorsa settimana, per ora però nessuno ha firmato. .