Nella terza ed ultima giornata della Conferenza di Monaco centrata inevitabilmente sulla questione sicurezza in Europa a seguito dell'invasione russa dell'Ucraina, l'Unione Europea cerca di far sentire il suo peso, pur se la sua militare non è paragonabile alle grandi superpotenze e così Josep Borrell, l'alto rappresentante degli affari esteri, esorta ad aumentare la fornitura di armi a Kiev, ma anche a produrre più munizioni per tutti noi dice, anche se al momento la priorità resta l'Ucraina che, aggiunge, diventerà certamente un membro dell'Unione Europea. L'Ucraina appartiene all'Europa. Di sicurezza europea ha parlato anche Antonio Tajani. Se vogliamo proteggerci dobbiamo investire di più nella difesa europea, anche per contare di più all'interno della NATO, ha detto il Ministro degli Esteri per poi sottolineare vogliamo che ci sia la pace in Ucraina, ma non si può avere pace senza giustizia. Intanto il Presidente francese Macron si dice certo che la guerra possa essere fermata solo attraverso i negoziati e che l'offensiva militare sia la condizione per costringere Mosca a sedere a un tavolo. La Russia va sconfitta dice, ma non schiacciata. In un faccia a faccia, a margine della conferenza, il Segretario di Stato americano Blinken ha espresso i suoi sospetti e avvertito la Cina, se Pechino aiuterà militarmente la Russia ci saranno conseguenze. Mentre il capo della diplomazia cinese invita a cercare una soluzione politica e a non gettare benzina sul fuoco. Da Mosca, a rafforzare il concetto, il portavoce del Cremlino Peskov dichiara che finora l'intero Occidente non ha mostrato alcuna apertura verso iniziative di pace.























