Conte ad Al Sisi: a Tripoli tacciano le armi

14 gen 2020

Lavoriamo perché a parlare sia la diplomazia e tacciano le armi. La posizione di Giuseppe Conte e del Governo Italiano non cambia, anche dopo la visita al Cairo e il colloquio di due ore con il Presidente Al-Sisi, nella circostanza particolarmente delicato. Dopo il gran rifiuto di Haftar della firma della tregua ieri a Mosca, la visita del Presidente del Consiglio al Cairo oggi assume un significato molto più importante di quello che sembrava soltanto ieri sera. Al-Sisi, il suo Egitto, è uno dei più forti sostenitori di Haftar e quindi la diplomazia italiana in questo momento torna ad essere probabilmente fondamentale in questo scenario che, se fino a ieri, parlava di pace, ora è tornato ad essere di guerra. Le ricostruzioni sul no di Haftar sono varie. Una è che l'uomo forte della Cirenaica abbia deciso non da solo, ma d'accordo e su consiglio dei suoi sostenitori, compreso il Governo Egiziano. Le parole di Conte sembrano non confermare né smentire: “Gli egiziani sono pienamente coinvolti e aggiornati e informati, come lo siamo stati noi, anche sull'andamento, ovviamente, degli incontri a Mosca. Ci siamo costantemente aggiornati. L'importante in queste condizioni, a questo stadio, è meglio anche un cessate il fuoco sostanziale”. Ad Ankara, appena poche ore fa, Conte ed Erdogan ragionavano già sull'approccio politico della crisi libica, dando quasi per scontata una tregua duratura. Se ci saranno le condizioni, ripete oggi Conte, non escludiamo la presenza di militari italiani, comunque in funzione di mantenimento della pace. La buona notizia oggi è la conferma ufficiale della Conferenza di Berlino, e, a domanda, il Presidente del Consiglio risponde di non essere meno ottimista di ieri. Il caso Regeni poi, un buco nero nei rapporti degli ultimi anni tra Italia ed Egitto, si ripropone come tema ineluttabile. “L'importante è che questa collaborazione riprenda perché ovviamente la verità su questo caso per noi è importante, è importante per l'Italia. Il Presidente Al-Sisi mi ha rassicurato sul fatto che questa collaborazione da parte loro sarà massima, ma l'importante è raggiungere un risultato”. Pochi giorni e saranno quattro anni dalle ore del suo assassinio.

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