Coronavirus, 3.000 morti nel mondo, prima vittima Usa

29 feb 2020

Casi in aumento ovunque. Se i numeri italiani, pur sotto controllo, come assicurano istituzioni e autorità competenti, crescono rapidamente. Ora, dopo un iniziale e a tratti inspiegabile situazione stazionaria nel resto del mondo, ad eccezione dei paesi che fin dall'inizio erano stati duramente colpiti dalla repentina diffusione del virus come Corea del Sud, Giappone, Iran i numeri europei innanzitutto fanno riflettere. E non c'è più ormai la sola riconducibilità al nostro Paese a viaggi fatti in Italia o a turisti italiani esportatori i casi autoctoni sono una certezza riscontrata. Dagli Stati Uniti alla Francia, alla Germania, Regno Unito e così via. Arriva la prima vittima negli Stati Uniti circa Settanta i contagi e Donald Trump, spiega che il Paese è pronto a qualsiasi scenario, ma invita alla calma, pur prevedendo nuovi casi in arrivo. Non solo, il vice Mike Pence invita i cittadini americani a non viaggiare in alcune aree dell'Italia e della Corea del Sud e annuncia un coordinamento con Roma sullo screening dei passeggeri in arrivo dal nostro Paese. Non solo il grande focolaio Cina quindi, con circa 80000 contagiati e quasi 3000 decessi. Tanto che l'organizzazione mondiale della sanità ha deciso di alzare il livello di rischio globale a molto alto. E a preoccupare è soprattutto la Corea del sud con oltre 3000 contagiati e quasi 20 morti. Innanzitutto, però, perché arriva la conferma di un primo caso di recidiva al coronavirus una 73enne dimessa dall'ospedale lo scorso 22 febbraio a guarigione confermata è poi risultata positiva nuovamente venerdì scorso. Un altro caso di possibili recidive era stato peraltro registrato ventiquattr'ore prima in Giappone, paese del Sol Levante in difficoltà con il premier Abe, che conferma ogni sforzo per garantire le prossime Olimpiadi e al tempo stesso annuncia misure a sostegno dell'economia per l'equivalente di 2,3 miliardi di euro. Circa 300 i contagiati, una decina le vittime. Prima ancora, in termini di impatto della diffusione e di decessi, c'è Teheran che, preoccupata, teme il picco entro la prossima settimana. Ma intanto registra più di 40 morti e 600 contagi. Ma per tornare all'Europa la Germania cancella la grande Fiera del turismo di Berlino e vede quattro bambini con sintomi lievi ma risultati positivi al coronavirus in Nordreno Westfalia, oltre 70 i casi in tutto. E c'è la Francia che ferma tutti gli eventi al chiuso, con più di 5000 persone, come la maxi Fiera dell'immobiliare di Cannes e che vede un incremento esponenziale dei contagi oltre 100. Più di 30 in Spagna supera i 20 casi la gran Bretagna, ma soprattutto Londra registra il primo contagio all'interno del Paese. Colpita anche la Svizzera, poi i numeri in crescita dagli Stati Uniti, appunto, al Canada, al Brasile, al Messico, senza considerare i numeri allarmanti del sud-est asiatico. Emergenza globale, quindi, l'Onu arriva a limitare i prossimi viaggi di ministri e diplomatici, nella sede newyorkese.

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