Coronavirus, anche il Giappone verso il lockdown

01 apr 2020

Situazione sempre più confusa in Giappone dopo che, ancora una volta, durante una riunione della Commissione Bilancio, alla quale si è presentato per la prima volta con la mascherina, il premier Shinzō Abe ha ammesso, sì, l'aumento dei contagi, ieri oltre 200, il numero più alto di incremento giornaliero e la possibilità che la situazione possa precipitare in ogni momento, ma ha escluso l'ipotesi di un lockdown completo e immediato. “Ci sono ancora tante soluzioni possibili, le stiamo valutando tutte con grande impegno e serietà” ha detto il Premier, ma per un Paese che da ieri, dopo due trimestri di seguito di crescita negativa, è entrato ufficialmente in recessione non è facile prendere decisioni che affosserebbero ulteriormente la già precaria situazione economica. Più dura la posizione dell'Opposizione, in particolare di Tarō Yamamoto, il giovane leader del partito Reiwa che sul premier Abe, sulle Olimpiadi e sulla gestione dell'emergenza virus, non lesina critiche, pesanti accuse. Essendo stato l'unico deputato, a suo tempo, ad aver votato contro le Olimpiadi, sono contento che siano state rinviate, anche se avrei preferito che venissero direttamente cancellate. Non si fanno le Olimpiadi sulla base delle bugie dette da un Premier in trasferta, quando ebbe il coraggio di dire che a Fukushima l'emergenza è finita. Secondo lei, è possibile che il Governo menta, sapendo di mentire, che nasconda la verità sul virus? E perché mai dovrebbe farlo? Dopotutto, qualche misura è stata presa. Non sono nella testa del Premier, quindi, non posso sapere cosa pensi. Non so se mentano o semplicemente non siano in grado di capire la gravità della situazione, di prendere esempio da altri Paesi. Una cosa è certa, chiedere alla gente di stare a casa il weekend non ha senso, il virus non lavora solo il weekend, è in agguato tutti i giorni. Per questo, dopo aver assicurato tutti doverosi sostegni alle imprese, alle famiglie e ai singoli cittadini, dopo essersi assicurati che nessuno perda il posto di lavoro, dobbiamo rassegnarci al lockdown e speriamo non sia troppo tardi.

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