Coronavirus, aumentano i contagi: allerta nel mondo

01 feb 2020

Il Governo cinese ha inviato medici militari nell'epicentro del coronavirus, l'area di Wuhan, città da giorni difatti isolata dal resto del mondo. Supporto per gli ospedali, dove cresce il numero delle persone ricoverate. A Wang Gang metropoli vicina a Wuhan, dove il sindaco annuncia un probabile aumento dei contagiati, ogni famiglia dovrà designare un componente a cui è permesso uscire ogni due giorni per acquistare i beni necessari. La televisione di stato cerca di rassicurare i cittadini, è stata rafforzata la produzione di mascherine, la distribuzione di medicine e alimenti. Il governo punta sul numero delle guarigioni, ma diffonde le immagini della costruzione lampo di un ospedale a Hubei, a dimostrazione che le vittime continuano a crescere. 46 persone sono decedute in 24 ore, il numero dei contagi sfiora i 12000. E così il premier cinese Li Keqiang ha chiesto aiuto alla Presidente della Commissione Europea Ursula von Der Leyen, "servono aiuti, più medicine". Nell'emergenza si è ridimensionata la ritorsione commerciale nei confronti degli Stati Uniti, con l'abolizione dei dazi sulle forniture mediche importate. Nonostante il 99% dei contagiati si trovi in Cina, dopo che l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato l'emergenza, i diversi paesi hanno stabilito drastiche contromisure: divieto di traffico aereo verso la Repubblica Popolare dall'Italia sino al Giappone, al Pakistan alla Nuova Zelanda. Stati Uniti e Australia non permettono a chi proviene dalla Cina di sbarcare nel loro territorio, esclusi i residenti a cui è imposta una quarantena di 14 giorni. Il virus ha raggiunto almeno dieci paesi. La Russia invierà cinque aerei militari per i rimpatri. La gran Bretagna ha richiamato i diplomatici. Questo è un gruppo di indonesiani imbarcati con supporto di personale medico. Tra dubbi e sospetti sull'origine della malattia, oltre 17000 polli sono stati abbattuti per un caso di influenza aviaria nella provincia interna cinese dell'Hunan, confinante con l'Hubei area da cui è partita l'epidemia di coronavirus.

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