Coronavirus, aumentano in contagi nel mondo

21 mar 2020

Non solo l'Italia e non solo l'Europa, anche nel resto del mondo l'emergenza coronavirus vede la curva dei contagi salire inesorabilmente verso l'alto e con esse il numero dei morti. Se il presidente Donald Trump ha chiuso le frontiere con il Messico, ma ha anche al momento escluso il lock down totale del Paese, anche se i casi sono raddoppiati in 24 ore, agli abitanti dello stato di New York è arrivato l'ordine di fermarsi. Stesso ordine è stato dato dai governatori di California, Connecticut, New Jersey ed Illinois. 75 milioni di americani bloccati. Nelle ultime ore è risultato positivo anche un membro dello staff del vicepresidente Pence. Il segretario generale dell'ONU, Antonio Guterres, ha dichiarato senza mezzi termini che stiamo vivendo una crisi sanitaria globale mai vista in 75 anni di storia delle Nazioni Unite. "Se lasciamo che il virus si diffonda come un incendio, specialmente nelle regioni più vulnerabili del mondo" ha detto, "ucciderà milioni di persone". E così sta avvenendo. Il coronavirus ha varcato i confini dell'America Latina. Quarantena nazionale Argentina almeno fino al 31 di Marzo, ha annunciato il Presidente Alberto Fernandes. La diffusioni in queste zone del pianeta preoccupa ancora di più se si pensa che in Perù 32 milioni di persone hanno a disposizione circa 350 posti letto in terapia intensiva, che a guardare l'Africa sono persino un lusso. Molti paesi, infatti, delle zone sub sahariane non hanno neppure reparti di isolamento e operatori sanitari preparati ad una emergenza di tale portata. Una buona notizia arriva almeno dalla Cina, dove per il terzo giorno consecutivo non si sono registrati nuovi contagi sul fronte interno. Lo stesso non può dirsi però della Corea del Sud dove invece se ne sono contati quasi 150 nelle ultime ore, un'inversione di tendenza in un Paese che era riuscito a bloccare la scia dei contagi.

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