Coronavirus, calano i contagi in Europa

03 giu 2020

Da un lato la vita che ricomincia in buona parte del mondo, dall'altro il contraccolpo economico. Il Governo australiano ha annunciato di essere entrato in una fase di recessione. È la prima volta che la Nazione continente si trova in questa situazione in 29 anni. In Cile la crisi economica si accompagna con la protesta di chi vuole lasciare il Paese. Centinaia di cittadini peruviani, colombiani e boliviani si sono accampati di fronte a diverse ambasciate nella capitale Santiago, per chiedere ai governi dei loro paesi di aiutarli a tornare a casa. Il virus allenta la sua pressione in Europa, ma continua a crescere soprattutto in America Latina. Il bilancio mondiale dei casi registrati ufficialmente è di 6384000 contagi. Il numero dei decessi ha superato 380000 unità. Al primo posto per contagio e morti ci sono sempre gli Stati Uniti. Per evitare una seconda ondata di malati la Gran Bretagna ha deciso di imporre una quarantena a chi dall'8 giugno arriverà nel Regno Unito dall'estero. La Russia oggi ha registrato 8536 nuovi contagi, portando il totale di persone che hanno contratto il nuovo coronavirus ad oltre 430000. In Cina, invece, il Governo ha annunciato di aver compiuto 10 milioni di test nella sola Wuhan, dove 300000 persone sono risultate positive, ma asintomatiche. Dato che per il Governo di Pechino non ha valore; gli asintomatici, infatti, non vengono contati come malati. Libera interpretazione dei dati epidemiologici non nuova, come dimostrato dall’inchiesta della Associated Press, che ha scoperto come la Cina ha tenuto nascosto anche all'Organizzazione mondiale della sanità i casi di coronavirus individuati già a fine dicembre 2019, nove giorni prima che uscissero le prime notizie da Wuhan. Un ritardo che avrebbe provocato forte irritazione ai vertici dell'agenzia delle Nazioni Unite.

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