Coronavirus, Giappone verso stato di emergenza nazionale

05 mar 2020

C'è molto vento oggi in Giappone e qualcuno ironicamente l'ha già definito il nuovo kamikaze. Ricorderete il famoso vento degli dei, che ogni volta che nella storia il Giappone è in difficoltà lo salva dalle catastrofi. Forse ci vorrà più di un vento degli dei per risolvere il problema del virus qui in Giappone, che negli ultimi giorni sta creando moltissima preoccupazione nella popolazione, soprattutto a causa dell'improvvisa agitazione del Governo giapponese, che, dopo essere stato l'ultimo a prendere delle precauzioni istituzionali sulla questione, adesso è partito, come si dice, in quarta. Dopo aver chiuso tutte le scuole la scorsa settimana e annunciato per i prossimi giorni una dichiarazione di stato di emergenza nazionale, che ancora non si è capito bene che cosa comporterà, oggi il Governo di Shinzo Abe ha bloccato tutti i voli dalla Corea e dalla Cina. In realtà non si tratta di un vero blocco degli aerei, ma di un ordine di quarantena obbligatoria presso istituzioni sanitarie specializzate qui in Giappone per tutti coloro che sbarcheranno dalla Corea o dalla Cina direttamente o indirettamente. Qualcuno ha anche paura che nelle prossime ore, nei prossimi giorni, questo provvedimento si possa estendere anche ai cittadini italiani che, come sapete, ormai siamo diventati il terzo polo, il terzo epicentro mondiale dei contagi, ma sia l'ambasciata che l'Alitalia per ora smentiscono e dicono che per ora non c'è nessun segnale che il provvedimento venga esteso anche a noi italiani. Poi c'è il discorso delle Olimpiadi. Ogni giorno che passa sempre più a rischio, nonostante anche oggi il Governatore di Tokyo, la signora Koike, abbia confermato che le Olimpiadi si faranno ad ogni costo, anche se il virus non dovesse, diciamo, perdere la sua aggressività nei prossimi mesi. Ma l'ha quasi smentita il Ministro Hashimoto, il Ministro ad hoc per Olimpiadi, facendo capire che il contratto con il Comitato Olimpico Internazionale parla di Olimpiadi che si devono tenere entro il 2020, e questo già fa speculare un po' ai media locali che si stia pensando quantomeno a procrastinarne la data, che è prevista dal 24 luglio in poi.

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