Coronavirus, gli aggiornamenti dalla Diamond Princess

19 feb 2020

Mentre le prime operazioni di sbarco ufficiale dei passeggeri della nave risultati negativi al test è iniziato, circa un centinaio di passeggeri hanno avuto il via libera, si sono allontanati dalla nave o con dei taxi o con dei piccoli autobus messi a disposizione dalle autorità, oppure addirittura ne abbiamo visto alcuni uscire con le valigie a piedi, poi cercarsi un taxi. Nessuno ha voluto parlare. Sembra, ma non è confermato, che ci siano anche due italiani, due dei dieci passeggeri. Ricordiamo, sono in tutto, 35 ma 25 fanno parte dell'equipaggio, compreso il Capitano Comandante che ha già annunciato da tempo che non lascerà la nave, come ovvio, però, sembra che ce ne siano due invece che nell'alternativa tra tornare in Italia e sottoporsi ad una nuova quarantena e invece essere liberi di andare dove gli pare, perché questi che stanno sbarcando sono liberi di andare dove gli pare, anche se i cittadini giapponesi verranno tenuti sotto controllo dall'autorità e chiamati al telefono regolarmente per verificare le loro condizioni. Nel frattempo qui a Tokyo sta scoppiando un po' sia la polemica sui media per la gestione dell'emergenza finora dell'autorità giapponese e della sottovalutazione del fenomeno, ma soprattutto dell'incapacità di gestire questa emergenza. Pensate che in tutto il Giappone, al momento si possono fare soltanto 200 test al giorno, a Hong Kong, che è una città minima rispetto alle dimensioni del Giappone, se ne possono fare, invece, 3.000. Non ci sono i tamponi, non c'è un centro, al di là di quello, appunto, delle malattie infettive di Tokyo, una specie dello Spallanzani a mandorla e poi c'è soprattutto il panico che sta venendo soprattutto per i cittadini anziani che vanno negli ospedali, chiedono di fare il test e vengono rispediti a casa. Per avere il risultato del test , poi, pensate, ci vogliono 9 giorni, un termine lunghissimo, prima di sapere se si è, appunto, contagiati o meno. Il panico ha creato anche delle situazioni assolutamente inusuali per il Giappone, tipo stamattina all'ospedale di Kobe, nel centro del Giappone, sono state rubate 6.000 mascherine che qui, in questo momento, si vendono sul mercato online oltre 100 euro l'una.

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