Coronavirus negli Usa, isolamento e aumento vendita di armi

18 mar 2020

Carta igienica e AK 47, questi sono due tra i beni più venduti negli stati Uniti in questi ultimi giorni, ora che molti stati americani stanno imponendo le stesse quarantene, isolamenti e zone rosse viste in Europa, per cercare di contenere il Coronavirus. I tempi per avere dati certi sono ancora troppo stretti, ma le immagini parlano da sole, con lunghe file, a volte fino a fuori strada, nei negozi di armi e munizioni e l'idea la danno gli stessi negozianti che parlano di crescite importanti nelle vendite negli ultimi giorni e non di armi da caccia, ma di fucili d'assalto, munizioni e giubbotti antiproiettile. Ma cosa ci si fa con un arsenale in casa contro un nemico come il virus che, per definizione, è invisibile? Le ragioni variano. In questi ultimi giorni in California, ad esempio, una fetta importante dei compratori acquistava un'arma per la prima volta e molti di loro erano asiatici, impauriti dalle derive razziste in un Paese dove il Presidente continua a chiamare il Coronavirus il virus cinese. Poi c'è chi teme le rivolte sociali che possono scaturire in un sistema così iniquo come quello americano, dal punto di vista economico ed ancor di più dal punto di vista sanitario. Com'è noto il Coronavirus non fa distinzioni di sesso, razza, religione o ceto sociale e quando colpirà anche le fasce più povere della popolazione che sentono di non avere la possibilità di curarsi e di essere curate come gli altri, specialmente nelle grandi città, potrebbero arrivare tensioni, cosi come difficoltà potrebbero nascere per le ricadute economiche sull'occupazione di questa epidemia che potrebbe portare, secondo stime del Governo americano, ad un aumento della disoccupazione del 20%. Infine, momenti di incertezza come questi acuiscono pericolosamente ancor di più le paure degli estremisti. Come ricorda la National Rifle Association: la vendita di armi cresce in generale in un anno elettorale come questo ed è spinta da eventi catastrofici in cui chi già diffida del Governo Centrale si sente ancor meno protetto, anzi, teme l'autorità e la perdita di libertà su ordine di Washington. Il secondo emendamento che sancisce il diritto di ogni americano a possedere un'arma diventa dunque per molti cittadini il baluardo costituzionale a cui appellarsi per evitare, in tempi di crisi, di essere privati da Washington, delle proprie libertà individuali.

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