Coronavirus, novemila i decessi nel mondo

19 mar 2020

Continua inesorabile la crescita del numero di decessi da Covid-19 nel mondo. L'ultimo bollettino, della John Hopkins University, parla di quasi 9 mila persone che hanno, finora, perso la vita. Il virus, ormai, ha sconvolto le agende politiche dei singoli Paesi accomunati dall'emergenza sanitaria in corso. Per la prima volta, la cancelliera tedesca Angela Merkel si è rivolta a reti unificate alla nazione, in 15 anni non l'aveva mai fatto: “La situazione è seria, vi prego di prenderla seriamente”, ha detto in un tono calmo, ma privo di quello spirito rassicurante che l'ha sempre contraddistinta. Il Paese che ormai ha superato gli 11 mila casi, 2 mila 800 in più nelle ultime 24 ore, si appresta a varare un pacchetto di salvataggio da 40 miliardi di euro di aiuti ai lavoratori autonomi e piccole imprese. “Il totem del pareggio di bilancio – scrive lo Spiegel – sta per essere abbattuto”. Un'altra prima volta l'assegna il Portogallo, che ha dichiarato lo stato d'emergenza, non accadeva dalla caduta della dittatura nel 1974. Re Felipe VI è entrato nelle case degli spagnoli per dire che questo virus non vincerà: “Siamo una società in piedi di fronte a qualsiasi avversità”. I decessi, in Spagna sono aumentati del 30 per cento nell'arco di una giornata. Del 40 per cento sono cresciute le morti negli Stati Uniti. I casi, nella sola New York, sono raddoppiati. Il Presidente Donald Trump ha tramutato in legge il pacchetto da 100 miliardi di dollari, approvato dal congresso, che prevede due settimane di congedi per malattia pagate, test gratuiti e spiana la strada a nuove misure a favore dell'economia. Dopo la porta sbattuta in faccia, dal Fondo Monetario Internazionale, il Presidente venezuelano, Nicolas Maduro, ha chiesto aiuto all'Organizzazione Mondiale della Sanità per ricevere assistenza medica. A Rio de Janeiro, il Cristo Redentore, viene illuminato con le bandiere di tutte le Nazioni, in un abbraccio ideale al mondo. In Iraq, il coprifuoco è imposto in tutto il Paese. In Israele, i rabbini intervengono per dire che data l'eccezionalità del momento, i cellulari dovranno rimanere accesi durante lo Shabbat, il giorno del riposo dedicato a Dio. Infine, la Cina che ha azzerato i contagi domestici, ma ha registrato 34 casi positivi di persone provenienti dall'estero. In tutto questo, sotto un cielo azzurro e con temperature che già preannunciano l'estate, la fiamma olimpica ha preso il volo da Atene verso il Giappone. Sulla carlinga dell'aereo si legge: “La speranza illumina la nostra strada”.

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