Coronavirus, preoccupa pandemia in America Latina

31 mag 2020

Decine di migliaia di morti, la maggior parte tra le favelas e un sistema sanitario ormai al collasso, è stata ribattezzata la strage degli ultimi, l'inesorabile propagarsi del covid 19 sta mettendo in ginocchio l'America latina, diventata ormai il nuovo epicentro del coronavirus, oltre 50000 morti e quasi 1 milione di contagiati confermano infatti un'accelerazione della pandemia dell'intero continente e per gli scienziati i dati ufficiali potrebbero essere fino a 15 volte inferiori alla realtà, poiché non vengono effettuati test sistematici, ovunque nei reparti di rianimazione il tasso di occupazione dei letti si avvicina al 90% e tra proroga del lock down e qualche riapertura a macchia di leopardo, a preoccupare sono anche le ripercussioni economiche della pandemia con un forte aumento del numero di disoccupati. Sullo sfondo la tensione sociale sta provocando ovunque continui episodi di violenze e proteste, le situazione più allarmanti in Perù, Cile, Messico, Venezuela e soprattutto in Brasile, che dopo aver superato la Francia ormai il quarto Paese al mondo per numero di decessi legati al coronavirus, anche se comunque il gigante sudamericano rimane molto indietro rispetto agli Stati Uniti, il Paese più colpito con almeno 104000 morti, seguito dal Regno Unito dall'Italia. Intanto, proprio nel Regno Unito il Governo inglese ha confermato la riapertura di alcune scuole primarie lunedì nonostante i pareri di alcuni scienziati, mentre Parigi ha anticipato rispetto alla fase due che parte martedì la riapertura di alcuni parchi subito presi d'assalto, Donald Trump ha invece rinviato a settembre il G7 che avrebbe dovuto tenere a giugno alla Casa Bianca. Un vertice che il tycoon vorrebbe aprire anche a Russia, Corea del sud, Australia e India. L'idea sarebbe quella di unire i tradizionali alleati per discutere della Cina.

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