Covid-19, oltre 80mila contagiati in 30 Paesi

26 feb 2020

L'Organizzazione Mondiale della Sanità mostra i dati e dosa le parole. Sa bene che allarmismo da un lato e sottovalutazione dall'altro sono gli errori che possono costare caro a tutti. Le misure messe in campo da Pechino stanno funzionando, assicurano, e il calo dei contagi lascia supporre che il picco sia raggiunto. E questo, assicura il direttore generale, infonde coraggio al resto del mondo. Nuovi casi spuntano come funghi da un capo all'altro del pianeta. Oltre ottantamila infettati confermati e, buona notizia, quasi trentamila guariti. Oltre al picco in Italia, nelle ultime ore crescono i casi in Corea del Sud, Giappone e Singapore. Ad Hong Kong le scuole resteranno chiuse due mesi, mentre il virus ha raggiunto per la prima volta anche il Medio Oriente, con contagi in Iraq, Kuwait, Bahrein e soprattutto in Iran. Ora gli Stati Uniti temono l'impennata dei casi. Vietano ai militari i viaggi nelle zone a rischio, tra cui il nord Italia, e ricorrono a misure drastiche. E poi c'è l'Europa, costretta inevitabilmente a fare i conti con il focolaio italiano. Complici i connazionali in vacanza o gli stranieri in visita in Lombardia e Veneto nelle ultime settimane, come i due giovani, uno spagnolo e un tedesco, risultati positivi al test una volta rientrati in patria. Casi analoghi in Svizzera, Gran Bretagna, Francia e Croazia, ma certamente l'immagine che impressiona di più sono i due hotel in queste ore in isolamento, con gli ospiti in quarantena nelle camere. Sono il Costa Palace di Tenerife, dove alloggiavano il medico e la moglie di Piacenza, ora ricoverati a Santa Cruz, e il Grand Hotel Europa di Innsbruck. Al bancone della reception lavorano due ventiquattrenni di Bergamo, ora positivi al coronavirus.

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