Covid, Barcellona chiude bar e ristoranti

14 ott 2020

Chiusi bar e ristoranti, sarà consentito solo al servizio di asporto, ridotti al 30% gli ingressi nei negozi e nei centri commerciali, al 50% nelle palestre. Serrande abbassate anche per gli esercizi che prevedono il contatto fisico, tranne i parrucchieri perché intesi come servizio di igiene. Sospese le competizioni sportive dilettantistiche, i parchi chiuderanno alle 20:00, ridotte le attività e le interazioni sociali, alle aziende viene chiesto di favorire il telelavoro almeno per i prossimi 15 giorni. Sono le misure che entreranno in vigore da venerdì in Catalogna, la regione spagnola che per prima torna nel lock down, seppur parziale, misure che dovranno essere confermate dal tribunale di giustizia, ma che intanto stanno creando malcontento tra commercianti e ristoratori, categorie particolarmente colpite economicamente dalla pandemia, faremo ricorso annunciano i ristoratori pronti a scendere in piazza e manifestare. Sono misure necessarie, ha commentato il vicepresidente della Generalitat, Pere Aragonès, 279 i contagi ogni 100000 abitanti in Catalogna, 189 i ricoverati in totale in terapia intensiva, la stessa cifra dello scorso 26 maggio. Sono numeri che preoccupano le autorità, al punto da ordinare le chiusure, suscitando le proteste di baristi e ristoratori. Misure spropositate per Madrid del sindaco della capitale, Martínez-Almeida, assicura che non si comporterà allo stesso modo. Ed è polemica sul numero dei contagi, Madrid omette migliaia di casi è l'accusa mossa da alcuni organi di stampa, 40 milioni di euro saranno stanziati inizialmente per aiutare i baristi e ristoratori in difficoltà in Catalogna, intanto, solo pochi giorni fa il fondo monetario internazionale ha fatto sapere che è la Spagna il Paese che sta pagando il più alto prezzo in termini economici dall'inizio della pandemia.

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