Covid, Europa nella stretta della seconda ondata

09 nov 2020

Resta l'Europa l'epicentro della seconda ondata di pandemia da covid 19, quasi 13 milioni di casi di contagio nei diversi paesi del vecchio continente e i governi con restrizioni più o meno severe, tentano di risollevare i pronto soccorso ospedali in sofferenza, già affollati, dalla Francia alla Romania, dalla Slovacchia alla gran Bretagna il 24% degli vittime in tutto il mondo si conta in Europa. É la Francia il Paese con il più alto tasso di contagi, seguito da Spagna e Regno Unito. Le misure adottate hanno permesso di vedere una forma di rallentamento della progressione dell'epidemia, ma è troppo presto per giudicare l'effetto del lockdown ha commentato il ministro della salute francese Olivier Véran e la regina Elisabetta è apparsa per la prima volta in pubblico con la mascherina e l'immagine di un Paese, il Regno Unito, in piena emergenza, tornato in lock down fino al 2 dicembre. Ma la situazione peggiora anche in Austria, dove i ricoveri per covid sono arrivati a quasi tremila e del lockdown in Portogallo, dopo che nel Paese è già stato decretato lo stato di emergenza fino al 23. Oltre 5000 casi di contagio registrati nelle ultime 24 ore e le chiusure vengono imposte anche in Grecia, dove sabato è scattato un nuovo lock down, serrande abbassate per tutti i negozi al dettaglio, vietati gli spostamenti tra le regioni e se si esce per andare al lavoro bisogna avvisare le autorità con un SMS. Chiuse le scuole secondarie, mentre asili e primarie restano aperte. Intanto in diverse città europee si continua a manifestare contro le restrizioni imposte dai governi in Germania come in Croazia.

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