Covid, l'Africa fa i conti con una terza ondata

10 giu 2021

Scorte finite, esportazioni bloccate, aumento dei contagi e ospedali pieni. Mentre il mondo riapre e cerca di contenere la diffusione del Covid, l'Africa fa i conti con una terza ondata, negli ultimi 10 giorni in 14 Paesi oltre il 30% i nuove casi registrati e con una carenza di dosi di vaccino che potrebbe durare. A rischiare è anche chi è in attesa della seconda dose, che potrebbe non arrivare nei tre mesi consigliati per l'inoculazione. In Marocco e Uganda non si trova più una dose, in Malawi le poche arrivate sono scadute. Servono almeno 200 milioni di dosi per vaccinare almeno il 10% della popolazione africana entro fine settembre è l'appello, finora inascoltato, lanciato dall'Organizzazione Mondiale della Sanità. Su quasi 2 miliardi di somministrazioni nel mondo, soltanto l'1% è stato somministrato in Africa. A preoccupare lo stop delle esportazioni di AstraZeneca dall'India, a tamponare Covax con un accordo per 500 milioni di dosi da Moderna e un'intesa tra Unione Africana e Johnson & Johnson per altre 400. Senza aiuti è difficile pensare che i Paesi possono farcela da soli, in Kenya un vaccino costa 15 dollari, la metà della spesa sanitaria pro capite di un intero anno. Guardano al G7 e a Boris Johnson Unicef e Wellcome Trust e chiedono un'azione concreta: coinvolgere gli altri paesi e donare all'Africa il 20% delle riserve dei vaccini nei prossimi tre mesi, in pratica 27 milioni di dosi dagli USA, 4 milioni dalla Gran Bretagna e Germania, poco più di 2 milioni da Italia e Giappone. Richiesta respinta al momento da Londra. Promettono 2,4 miliardi di dollari per Covax i paesi ricchi, non serve denaro ora, ma dosi e se non arrivano adesso il virus continuerà a correre, a sfornare varianti che si diffonderanno nel mondo e ci faranno tornare tutti alla casella di partenza, sottolinea il responsabile per l'Africa del piano vaccini dell'Organizzazione Mondiale della Sanità.

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