Dalla pandemia all'influenza stagionale. L'annuncio arriva dall'Organizzazione Mondiale della Sanità che ha affermato che il Covid-19 è sul punto di cambiare radicalmente la sua forza che ha sconvolto le vite umane per tre anni. E questa trasformazione avverrà proprio nel 2023, ha affermato il direttore delle emergenze dell'OMS Michael Ryan che ha sottolineato che il virus sarà sempre più simile ad una malattia da raffreddore e febbre. Dichiarazioni che arrivano mentre la Cina è ancora una volta sul banco degli imputati perché accusata dalla comunità internazionale di non condividere i dati dei campioni prelevati dal mercato ittico di Wuhan risalenti al 2020. E proprio mentre continuano a circolare ipotesi sull'origine della pandemia. L'ultima metterebbe ancora in relazione il virus con animali presenti nel mercato di Wuhan. Stando ad un'analisi di alcuni ricercatori americani australiani, i cani procioni potrebbero aver dato il via alla pandemia trasmettendo l'infezione all'uomo. Niente fughe di virus da laboratori, come era stato anche avanzato, ma un salto di specie di animali infetti all'uomo. Lo studio non è stato ancora pubblicato su riviste scientifiche e i suoi risultati sono stati solo anticipati in un articolo sul periodico di Atlantic: sarebbe però una scoperta in più che tra l'altro affermano gli studiosi non escluderebbe neppure il fatto che altri animali possono aver portato il virus al mercato di Huanan e che i cani procioni siano stati a loro volta infettati. Solo qualche giorno fa, l'FBI aveva invece ritenuto molto probabile che il virus fosse risultato di un errore avvenuto in un laboratorio di Wuhan. Il mistero è ancora fitto.























