Covid Usa, Trump: viaggi con Ue e Gb, ma Biden smentisce

19 gen 2021

Non intende andarsene in silenzio Donaldo Trump, ieri sera il Presidente a sorpresa ha tolto le restrizioni ai viaggi inserite mesi fa a causa del covid a chi arrivava dall'unione europea, ma anche dal Regno Unito e dal Brasile, restava invece il blocco per la Cina, la riapertura dovrà scattare dal 26 gennaio, ma la portavoce di Joe Biden ha già fatto sapere che non se ne parla e che il neo Presidente si assicurerà di mantenere i blocchi, soprattutto finché la variante inglese e quella brasiliana non saranno sotto controllo. Oggi invece alla Casa Bianca sarà il giorno della grazia da intendere come perdono presidenziale. Questa sera, nel suo ultimo giorno al potere il Presidente dovrebbe concederne circa un centinaio, includendo amici, finanziatori e forse anche parenti, fino alla fine l'utilizzo personalistico del ruolo del potere per Trump che domani non parteciperà alla cerimonia di inaugurazione, ma dopo aver fatto in aeroporto il suo discorso di addio, verso le 8:00 del mattino, partirà per la Florida, usando per un'ultima volta l'Air Force One, l'aereo presidenziale pagato coi soldi dei contribuenti che dalle 11:00 di domani sarà invece l'esclusiva di Joe Biden per i prossimi 4 anni. Gli ennesimi sgarbi di Trump che in questo suo atteggiamento ingiustificabile da pessimo perdente non è però solo, la famiglia continua a seguirlo e a blandirlo, non da ultimo, la first lady Melania che non inviterà Jill Biden per un tè e un giro della Casa Bianca, come ad esempio Michelle Obama aveva fatto con lei 4 fa e come hanno sempre fatto laefirst lady con chi prendeva il loro posto sin dal 1908, Melania ieri però in un video di addio, pur non nominando mai i Biden, ha fatto comunque un importante appello all'unità e contro la violenza. Intanto rimane massima l'allerta rispetto alla cerimonia di insediamento di domani al Campidoglio, il timore è che la minaccia possa essere più interna di quanto si pensi, magari venire da una cellula impazzita tra i 25000, tra uomini e donne, della Guardia nazionale arrivati a Washington per difendere la capitale.

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