Covid19, lockdown in Inghilterra ma scuole aperte

31 ott 2020

"Davanti alla natura dobbiamo essere umili", è con queste parole che Boris Johnson annuncia quello che il Paese sapeva e aspettava ormai da giorni: un secondo lockdown, light, ma reale, tanto reale che il messaggio del Governo torna ad essere quello di marzo: restate a casa, difendete il servizio sanitario, salvate vite umane. Così da giovedì 5 novembre l'Inghilterra torna a chiudersi, abbassano le saracinesche ristoranti e pub. Permesso solo il servizio da asporto, chiudono palette, parrucchieri ed estetisti. Lo smart working diventa la regola. Ma, è la questa differenza importante rispetto a quanto vissuto in primavera, tutte le altre attività produttive restano aperte, così come continuano le lezioni nelle scuole, nei college e nelle università, proibito invece uscire di casa se non per motivi di lavoro, studio, assistenza, fare la spesa, un po' di attività fisica. Insufficiente dunque il coprifuoco. Inutili le passate restrizioni alla vita sociale. La serrata, definita dal premier in passato "opzione nucleare", è l'unica carta da giocare. I consulenti scientifici la chiedevano dal 21 settembre. È una costante ricerca di equilibrio, spiega in ritardo Johnson, un riferimento ai costi economici e sociali. Tanto è vero che il sistema di cassa integrazione in scadenza in queste ore è stato prorogato di un altro mese. "I numeri e l'andamento della pandemia lo impongono, se non agiamo ora rischiamo di avere migliaia di morti al giorno tra alcune settimane" spiega l'inquilino di Downing Street. La speranza, invece, è quella di poter vivere una Natale quasi normale. Mi dispiace davvero molto, scandisce il premierche pensava di passare alla storia come il campione della Brexit e rischia invece di essere ricordato per la difficile gestione della pandemia. Gli avversari, interni più che esterni, affilano le armi.

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