Crisi Gaza, scontro con Israele

13 nov 2019

“Questa mattina abbiamo mandato un chiaro messaggio a tutti i nostri nemici dovunque si trovino. Chiunque pianifichi di colpirci di giorno non può essere mai sicuro di quello che faremo la notte”. Appena nominato il neoministro della difesa Naftali Bennet, ha lanciato un chiaro messaggio su quale sia la strategia di Israele. Nessun cedimento, nessuna possibilità di mediazione, ma solo la resa da parte di Gaza. Gli ha fatto eco il premier in carica Benyamin Netanyahu: “Stiamo continuando a colpire la jihad islamica” ha detto “dopo aver eliminato il loro Comandante nella Striscia, ora hanno un'opzione, mettere fine a questi attacchi o subire ancora più colpi”. Ma da Gaza non giungono affatto segnali di cedimento, nonostante il continuo martellamento dell'Aviazione israeliana prosegue la pioggia di missili nel Meridione Israele. La zona più vicina al confine con la Striscia, dove le scuole e gli uffici pubblici restano chiusi. Il portavoce della jihad islamica, il cui leader Al-Ata è stato ucciso in un raid mirato, ha ribadito che non è il tempo del dialogo. “Non ci sono colloqui sulla mediazione, non è appropriato parlarne, con tutto il rispetto per gli sforzi arabi. Quando avremo completato la risposta sarà possibile discutere di calma”. Queste le parole di Musab al-Breim. Tutto questo nonostante la comunità internazionale abbia invitato una de-escalation. Nessuna delle due parti, per ora, sembra disponibile ad abbassare la guardia. E come sempre, seguendo un copione drammaticamente uguale a se stesso, chi ne fa le spese è soprattutto la popolazione civile, strangolata da un embargo che era stato attenuato da un accordo precario tra Hamas e lo Stato ebraico da un lato, obiettivo dei razzi palestinesi dall'altro. E se l'Egitto ha aperto i canali di comunicazione con Stati Uniti e Ue l'Iran ha puntato il dito contro Israele, ma anche contro la comunità internazionale per la sua debolezza. Intanto, Benny Gantz, incaricato di formare il nuovo Governo israeliano, ha assicurato di essere stato informato del raid contro Al-Ata e che quando sarà alla guida del nuovo esecutivo, in buona sostanza, non cambierà la linea nei confronti di Gazza.

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