Crisi Usa-Iran: Khamenei guida la preghiera e attacca Trump

18 gen 2020

Mentre l'ayatollah Khamenei arringava la folla dando a Donald Trump del pagliaccio, negli Stati Uniti uscivano le prime indiscrezioni, poi confermate dal Pentagono, sui militari americani feriti durante l'attacco iraniano della scorsa settimana contro le basi Usa in Iraq come rappresaglia per l'uccisione del generale Soleimani del 3 gennaio. Inizialmente Trump aveva sottolineato come la risposta iraniana fosse stata debole e senza conseguenze, ma in realtà 11 soldati sono rimasti feriti, perlopiù in modo lieve. Otto di loro, tra cui uno con una commozione celebrale più grave, sono stati trasportati nell'ospedale militare in Germania e "torneranno presto in Iraq" hanno precisato da Washington, dove però in queste ore si fa soprattutto attenzione alle parole che arrivano da Teheran sul nucleare. il Presidente Rouhani che viene visto come l'anima moderata del regime, pur non volendo chiudere la porta al dialogo, ha precisato che l'Iran arricchisce più uranio adesso di quanto non facesse prima dell'accordo del 2015, accordo che Trump ha sempre visto come il simbolo della diplomazia dell'era Obama. Non a caso ha deciso di ritirarsi nel 2018 e non a caso sta provando a far recedere anche le potenze europee che ancora ne fanno parte, spingendo per rinegoziare il tutto con Teheran sotto la sua leadership. Ma le parole di Khamenei sono chiare: l'Iran non si fida di Donald Trump e d'altronde ormai neanche più dell'Europa e difficilmente si potrà sedere ad un tavolo finché le durissime sanzioni imposte dagli USA resteranno in piedi. Meglio, nell'idea di Teheran, è stringere i denti e aspettare le elezioni presidenziali negli Stati Uniti del prossimo novembre. C'è un altro fronte su cui però non si può procrastinare: l'aereo ucraino abbattuto per errore dall'esercito iraniano nella notte dei bombardamenti contro le basi USA. Aereo che trasportava 176 passeggeri, fra cui 57 canadesi, e a chiedere risposte immediate sulla vicenda è stato in queste ore anche il premier canadese Justin Trudeau, che ha domandato all'Iran di consegnare al più presso le scatole nere alla Francia per esaminarle e ha voluto ringraziare gli alleati per il loro supporto. In serata arriva anche la risposta di Donald Trump alle parole di Khamenei, "il supremo leader che poi negli ultimi tempi tanto supremo non è stato", scrive il Presidente americano "deve fare molta attenzione alle sue parole".

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