Crisi Usa-Iran, nuovo attacco a base americana

10 gen 2020

Buongiorno da Erbil, capitale del Kurdistan iracheno. Qui sono di istanza la maggior parte dei 926 soldati italiani che sono presenti in Iraq. 400 sono di istanza nella base militare, altri 200 sono stati spostati dopo l'uccisione del generale Soulimani per opera degli americani. In questa base, che in totale ospita 3600 militari di 13 diverse Nazioni, sono caduti 5 dei 20 missili che l'Iran ha lanciato qualche notte fa contro le postazioni americane. Non hanno ucciso nessuno perché l'Iran ha avvertito il Governo iracheno che l'attacco stava per partire, dunque tutti i nostri militari sono scesi nel bunker e si sono potuti mettere in salvo. In ogni caso la situazione resta di massima allerta. La base è completamente blindata e tutte le attività dei militari, dall'assistenza e il training dei militari peshmerga qui, alla messa in sicurezza dei siti locali, sono sospese. Ed è un ordine della coalizione, un ordine su cui nessun esercito nazionale può intervenire. A Erbil la situazione è piuttosto tranquilla, se si escludono tutte le situazioni militari che sono in stato di massima allerta. Lo sono ancor di più nel resto del Paese, perché ci sono minacce verso i cittadini iracheni che collaborano con gli occidentali da gruppi estremisti. Dall'altra parte la gente a Baghdad è scesa in piazza, è tornata a protestare contro il Governo e le proteste di quest'autunno furono represse in maniera sanguinosa. Dunque la tensione continua a essere alta, in particolare a Baghdad, ma anche qui lo stato di tutte le forze militari è di massima allerta.

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