Crisi Usa-Iran, Trump avverte: pronti a colpire 52 siti

05 gen 2020

"Abbiamo individuato 35 obiettivi americani" tuona l'Iran, "e noi possiamo colpire 52 siti iraniani, tanti quanti gli ostaggi che furono sequestrati nell'ambasciata Usa a Teheran", replica a stretto giro Donald Trump. Lo scontro tra Stati Uniti e Iran diventa di ora in ora sempre più aspro. Una sfida che prelude a scenari di violenza e terrore. Le parti alzano il tiro. Le minacce per adesso si rincorrono via Twitter. "Abbiamo liberato il mondo dal leader dei terroristi iraniano, stava attaccando la nostra ambasciata e stava preparando nuovi attentati" scrive Trump", se l'Iran colpirà qualche americano, diversi siti iraniani, alcuni dei quali molto importanti, saranno colpiti molto velocemente e molto duramente", aggiunge l'inquilino della Casa Bianca che poi conclude: "abbiamo appena speso 2000 miliardi di dollari in attrezzature militari nuove di zecca". Mentre sullo scacchiere mediorientale soffiano venti di guerra, il Pentagono invia altri tremila soldati in Kuwait a protezione degli interessi americani nell'area. Intanto dalle colonne del New York Times rimbalza la ricostruzione degli ultimi concitati giorni che avrebbero portato al raid di Baghdad: il 28 dicembre Trump, dopo l'attacco in cui è morto un contractor americano, aveva respinto l'idea di uccidere il generale Soleimani optando per un raid aereo sulle postazioni di milizie filo-iraniane in Iraq e Siria. Solo dopo, guardando in TV l'assedio all'ambasciata Usa di Bagdad avrebbe deciso, furioso per la soluzione estrema, lasciando esterefatti anche i vertici del Pentagono. Nel frattempo, a Washington e in molte altre città americane, migliaia di manifestanti scendono in piazza per dire no alla guerra in medio Oriente.

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