Da Washington Joe Biden mette in evidenza agenda estera

05 feb 2021

America is back, l'America è tornata. La dottrina Biden in politica estera si sintetizza in tre parole: "ricostruiremo le alleanze", dice il Presidente, "atrofizzate da quattro anni di trascuratezza e torneremo protagonisti sul palcoscenico mondiale". Obiettivi: riaffermare la credibilità e l'autorità morale del Paese come guida nel combattere la pandemia, il riscaldamento globale e difendere la democrazia e i diritti umani in tutto il pianeta. Insomma, la musica è cambiata. "L'incarcerazione di Alexei Navalny", dice ancora Biden, "è politica. Il dissidente dovrebbe essere rilasciato immediatamente e senza condizioni". Ma il rivale più serio degli Stati Uniti, anche sotto il profilo economico, è la Cina. Sul fronte militare, Biden annuncia una revisione totale delle truppe all'estero, ferma intanto ogni ritiro dalla Germania, poi, ripensando anche gli impegni di Obama, toglie l'appoggio all'Arabia Saudita, storico alleato nel Golfo, perché "la guerra contro lo Yemen", dice, "deve finire". Anche sul recente colpo di stato in Myanmar, il comandante in capo è inetto, i militari devono lasciare il potere. Infine, facendo seguito alla revisione della politica immigratoria di Trump, annuncia che aumenterà di otto volte il numero dei rifugiati ammessi negli Stati Uniti.

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