Dazi, primo accordo tra Usa e Cina. Trump: andrò a Pechino

16 gen 2020

Quello siglato ieri tra Stati Uniti e Cina è più un armistizio che una pace, ma comunque rappresenta una tregua importante nella guerra commerciale. Tregua che Donald Trump ha definito storica durante la lunga cerimonia per la firma dell'accordo alla Casa Bianca, alla presenza di mezzo Governo americano e del Vicepremier cinese Liu He, che ha letto una lettera in cui il presidente Xi Jinping sottolinea l'importanza di questo risultato non solo per le due superpotenze, ma per il mondo intero. Trump ringrazia, promette che andrà presto in Cina e nel suo lungo intervento affronta anche alcuni dei nodi che rimangono comunque irrisolti. Quella approvata ieri viene infatti definita non a caso la fase 1 di un più ampio accordo di libero scambio fra i due Paesi. Una prima tappa, dunque, in cui la Cina si impegna a comprare beni americani, in particolare del comparto agricolo, per 200 miliardi di dollari e promette più controlli sui furti di proprietà intellettuale. In cambio gli Stati Uniti hanno evitato di far scattare nuovi dazi su 160 miliardi di beni cinesi e ridurranno dal 15 al 7,5% le tariffe già in vigore su altri 120 miliardi di prodotti Made in Cina. Restano invece in piedi i paletti al 25% su ulteriori 250 miliardi di esportazioni cinesi e le restrizioni su una serie di società tech, come Huawei, perché, come ha spiegato lo stesso Presidente americano, Washington ha bisogno di mantenere alcune leve per il negoziato della fase 2, molto più complesso dato che dovrà affrontare, fra le altre cose, il comparto tecnologico e potrebbe richiedere a Pechino modifiche normative per tutelare maggiormente la proprietà intellettuale. Divergenze su cui sarà difficile arrivare ad una soluzione comune prima delle elezioni americane di novembre, ma per Trump, anche a scopi elettorali, sembra essere sufficiente l'accordo raggiunto ieri. “Facciamo un passo in avanti, che non è mai stato fatto prima con la Cina, verso un futuro di commercio equo e reciproco firmando la fase 1 dell'accordo storico commerciale tra Usa e Cina. Insieme stiamo rettificando gli sbagli del passato per avere un futuro di sicurezza e giustizia economica per gli agricoltori, gli allevatori e le famiglie americane”. Ma la giornata di questo accordo storico ieri per il Presidente è stata adombrata dall'impeachment. Infatti la messa in stato d'accusa del Presidente è passata ufficialmente dalla Camera al Senato, che avvierà il suo processo a partire da martedì prossimo. Una macchia, quella dell'impeachment approvato da una delle due Camere, che rimarrà, ha sottolineato la Speaker della Camera Nancy Pelosi, comunque indelebile nel primo mandato del Presidente Trump.

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