Difesa: innalzata sicurezza nostri contingenti all'estero

04 gen 2020

Sono state innalzate le misure di sicurezza dei contingenti dove operano i soldati italiani ed inoltre sono stati limitati al minimo gli spostamenti al di fuori delle basi. Il comunicato del Ministero della Difesa chiarisce come la situazione nella Regione mediorientale sia di allerta anche per i nostri militari impiegati nelle missioni all'estero. Si tratta di misure che non hanno lo scopo di bloccare le attività. Noi possiamo sicuramente cercare di ridurre la nostra esposizione, ma il rischio ci sarà sempre, è accettato dai nostri soldati, deve essere accettato dalla nostra società - e dalla nostra opinione pubblica. - I fronti più caldi sono dunque l'Iraq, dove l'Italia schiera quasi 1000 militari tra il Kurdistan iracheno e Bagdad, il Libano con 1250 nostri soldati nella missione UNIFIL ed altri 140 in quella di addestramento Mibil; l'Afghanistan con il nostro contingente schierato tra Herat - e Kabul per un totale di 800 militari. - Noi siamo la prima base NATO in Afghanistan, proveniendo dal territorio iraniano, il confine con l'Iran dista da noi poco più di 100 chilometri. Non c'è apprensione, ci deve essere la giusta attenzione per gli aspetti di sicurezza. Credo che i fronti caldi che interessino l'Italia siano veramente tanti, - ci riguardano anche da vicino. - Anche se cambiano le misure di sicurezza non cambia la missione dei nostri contingenti. Noi siamo stati mandati lì per assolvere a un compito, non per fare presenza e questo comunque deve essere portato a termine. Quelle attività che vengono ritenute essenziali e critiche per l'assolvimento del compito. si continuano a portare avanti anche in questi momenti.

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