Diritti Lgbtq+, è scontro tra Europa e Ungheria

23 giu 2021

Non si è tinto uno stadio di arcobaleno, ma lo ha fatto l'Europa, per protestare contro la legge ungherese, che nega libertà di espressione, su temi LGBT e per contestare, la scelta dell'UEFA, di non aver permesso allo stadio di Monaco di Baviera, di esporre i colori della Bandiera Arcobaleno. Le Istituzioni europee, diversi governi e autorità locali, hanno deciso di esporre la bandiera con i colori simbolo del Movimento LGBT. Qui a Bruxelles, di fronte l'entrata principale del Parlamento Europeo, viene fatta sventolare questa bandiera con i colori arcobaleno e stessa scelta, è stata fatta in tutte le sedi locali nei singoli Paesi. Nelle scorse ore intanto, sono arrivate le parole molto dure della Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, contro la legge ungherese. Mentre il suo Vice, il Commissario Schinas, ha attaccato la scelta dell'UEFA, di impedire una protesta, che reputa coerente, con i principi basilari dell'Europa e dello Sport. Ma la questione dei diritti umani in Ungheria, emersa in questo caso in maniera eclatante, grazie alla polemica sullo stadio di Monaco, rimane un problema per l'Europa e le sue istituzioni, tanto che il Presidente del Parlamento Europeo, David Sassoli, è tornato ad ammonire la Commissione, custode dei trattati. In assenza di reazione da parte della Commissione, nei tempi assegnati, ha detto, agiremo contro di essa, alla Corte di Giustizia Europea.

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